Origine tramandata da Guruji Pattabhi Jois.
nella foto Lella è con Lino Miele, Maria Paola Stefani, Sergio Rossetti e Rossana Galanzi.
Maestri della scuola di Roma AYRI Ashtanga Yoga Research Istitute.

L’Ashtanga Yoga come metodo di pratica ci è stato trasmesso da Sri K. Pattabhi Jois, direttore e fondatore dell’Ashtanga Yoga Research Istitute di Mysore in India, (anche se ora ci ha lasciati, con la sua anima e i suoi occhi sempre presenti, sarà sempre con noi) il quale, con il suo Maestro Sri T. Krishnamacharya, lo ha decifrato da un antico testo sanscrito chiamato “Yoga Kurunta”. 

E’ un tipo di Yoga che si basa su un preciso e rigoroso ordine sequenziale di posture, Asana, divise in distinte serie, ognuna con uno specifico scopo psico-fisiologico.

La Prima Serie – Yoga Chikitsa – disintossica e allinea il corpo.

La Serie Intermedia – Nadi Sodhana – purifica il sistema nervoso aprendo e purificando i canali energetici.

Le Serie Avanzate A, B, C, D, - Stira Bhagah Sampta – integrano la forza e la grazia della pratica e richiedono tuttavia un grande grado di flessibilità e umiltà.

Ogni livello è propedeutico al successivo, e va appreso perfettamente prima di proseguire. Ogni posizione è la preparazione per l’altra, poiché sviluppa la forza e l’equilibrio richiesti per la successiva.

Attraverso la sincronizzazione del respiro con il movimento, “Vinyasa”, unisce in un unico flusso una serie di posture, mantenendo sempre la concentrazione sullo sguardo “Drishti” che accompagna tutta la pratica. Attraverso il sistema Vinyasa e le chiusure Bandha, si produce un forte calore e sudorazione. Questo calore purifica i muscoli e gli organi interni eliminando le tossine tramite il sudore. Il principio di purificazione attraverso il calore ha rappresentato un elemento centrale del pensiero indiano per millenni. Nel Vinyasa la sincronizzazione del movimento con il respiro crea calore nel corpo, provocando un’abbondante sudorazione ed aumentando la circolazione del sangue e la flessibilità. La migliore circolazione e la maggiore flessibilità calmano il sistema nervoso permettendo ai muscoli ed alla mente di rilassarsi, mentre la sudorazione rimuove le tossine che evaporano dalla pelle. Una respirazione piena e diretta accompagnata al movimento, ossigena e pulisce anche il sangue. In questo modo si inizia un potente processo di purificazione che rafforza grandemente il corpo e la mente, eliminando lo stress e le tossine a lungo accumulati. Durante la pratica il corpo si riscalda e per questo, è molto importante non interrompere la pratica evitando così di raffreddare il corpo o disturbare il ritmo del respiro. Una pratica ininterrotta e fluida rende la mente calma e concentrata. Il respiro rappresenta il collegamento integrante tra il corpo e l’anima. Ogni movimento è unito ad una fase ben precisa di respirazione, si inspira ed espira ogni volta che si entra e si esce dalle posture. Così chiamata “La Danza del Respiro – Danza del Corpo al Ritmo del Respiro”, è una meditazione in movimento in cui le capacità del praticante si esprimono nella concentrazione rilassata e nella serenità piuttosto che nell’abilità fisico-atletica dell’esercizio. L’Ashtanga è dinamico, le posture sono trattenute per 5 respiri e il passaggio tra le posture diventa fluido ed armonico. All’interno l’Asana continua ad aprirsi e a cambiare attraverso un movimento sottile.

Alla fine della pratica si lascerà spazio al rilassamento. 

Attraverso questa pratica che unisce in un’unica trama: 

Respirazione:       Ujjayi Pranayama - chiusura parziale della glottide.

Chiusure:             Bandha - chiusure, blocchi per diffondere l’energia.

Sguardo:              Drishti - dirigere lo sguardo in un punto specifico, in una continua meditazione.

Movimento:         Vinyasa - movimento sincronizzato con il respiro. 

Lungo una sequenza di posture, si ottiene un controllo dei sensi ed una profonda padronanza di se stessi. Praticando questa disciplina con regolarità e devozione si acquisisce sicurezza e stabilità fisica e mentale.

Letteralmente l’ ”Ashtanga” significa otto livelli che sono descritti da Patanjali come:

Yama – astinenza              

Niyama – adempimento

Asana – posture                                  

Pranayama – controllo del respiro

Pratyahara – controllo dei sensi                      

Dharana – concentrazione

Dhyana – meditazione                      

Samadhi – contemplazione